ore 7,30: PREVISIONI INTRADAY EURO/DOLLARO
ore 7,00: CAMBIO EURO/DOLLARO
ore 6,30: ANDAMENTO PRINCIPALI BORSE ASIATICHE
ore 6,00: PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI
31.01.05
ORE 7,30 PREVISIONI INTRADAY EURO/DOLLARO:
le oscillazioni previste per oggi saranno comprese fra i livelli 1,2968 (supporto) e 1,3054 (resistenza).
ORE 7,00 CAMBIO EURO/DOLLARO:
Stabile la moneta unica europea nei confronti del Dollaro il cui rapporto di cambio vale questa mattina 1,3023.
ORE 6,30 ANDAMENTO PRINCIPALI BORSE ASIATICHE:
Situazine positiva sui principali Indici asiatici con Hong Kong che guadagna +0,64% Singapore +0,36% e Tokio +1,11%.
ORE 6,00 PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI:
la Borsa di Milano è attesa con una apertura positiva.
ore 16,00: PREVISIONI CHIUSURA DI PIAZZA AFFARI
ore 15,30: APERTURA DI WALL STREET
27.01.05
ORE 16,00 PREVISIONI CHIUSURA DI PIAZZA AFFARI:
Il trend a Piazza Affari è atteso debole e negativo fino alla chiusura delle contrattazioni.
ORE 15,30 APERTURA DI WALL STREET:
La Partenza di Wall Street conferma le attese con il Dow Jones che segna -0,32% lo Standard and poor -0,28% ed il Nasdaq -0,36%.
ore 6,00: PREVISIONI APERTURA PRINCIPALI BORSE EUROPEE
26.01.05
ORE 6,00 PREVISIONI APERTURA PRINCIPALI BORSE EUROPEE:
I principali indici delle Borse Europee sono attesi con una apertura positiva.
ore 5,30: CAMBIO EURO/DOLLARO
ore 5,15: ANDAMENTO ASIA
ore 5,00: PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI
20.01.05
ORE 5,30 CAMBIO EURO/DOLLARO:
Il rapporto di cambio fra Euro e Dollaro vale questa mattina 1,3009.
ORE 5,15 ANDAMENTO ASIA:
situazione per il momento negativa sui principali indici azionari Asiatici con Hong Kong che perde -1,09% Singapore -0,37% e Tokio -1,07%.
ORE 5,00 PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI:
La Borsa di Milano è attesa con una apertura negativa.
ore 8,00: PREVISIONI INTRADAY EURO/DOLLARO
ore 7,30: CAMBIO EURO/DOLLARO
ore 7,15: ANDAMENTO ASIA
ore 7,00: PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI
19.01.05
ORE 8,00 PREVISIONI INTRADAY EURO/DOLLARO:
le oscillazioni attese per oggi saranno comprese fra i livelli 1,2989 (supporto) e 1,3056 (resistenza).
ORE 7,30 CAMBIO EURO/DOLLARO:
Il rapporto di cambio fra Euro e Dollaro vale questa mattina 1,3026.
ORE 7,15 ANDAMENTO ASIA:
Situazione attualmente positiva per i principali indici Asiatici con Hong Kong che guadagna +0,23% Singapore +0,40% e Tokio +0,34%.
ORE 7,00 PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI:
la Borsa di Milano è attesa con una apertura in moderato rialzo.
ore 8,00: PREVISIONI INTRADAY EURO/DOLLARO
ore 7,30: CAMBIO EURO/DOLLARO
ore 7,15: ANDAMENTO ASIA
ore 7,00: PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI
17.01.05
ORE 8,00 PREVISIONI INTRADAY EURO/DOLLARO:
le oscillazioni previste per oggi saranno comprese fra i livelli 1,3089 (supporto) e 1,3156 (resistenza).
ORE 7,30 CAMBIO EURO/DOLLARO:
Il rapporto di cambio fra Euro e Dollaro vale questa mattina 1,3112.
ORE 7,15 ANDAMENTO ASIA:
Situazione positiva per quanto riguarda attualmente i principali indici Asiatici, con Hong Kong che guadagna +0,69% Singapore +0,44% e Tokio +0,70%.
ORE 7,00 PREVISIONI APERTURA DI PIAZZA AFFARI:
Gli indici della Borsa di Milano sono attesi con una apertura positiva.
CINQUE MINUTI DI CULTURA A CURA DI LORENZA SALAMON
Creatori e copiatori
L’arte grafica di riproduzione ai primordi
L’arte grafica ha origine nel XIV secolo con la silografia prevalentemente colorata, il cui ruolo principe è quello di illustrare libri dal testo anch’esso inciso a rilievo sui blocchi di legno. Dopo il primo quarto del XV secolo, all’incisione in legno si affianca quella calcografica, da subito più raffinata e ricca di dettagli tanto che presto viene a cadere l’uso di arricchirla con il colore. Tuttavia per lungo tempo, il linguaggio di cui entrambe le tecniche dispongono rimane limitato e poco flessibile, tanto da obbligare gli autori a immagini concepite espressamente per le specificità del mezzo grafico: povere o prive di sfondi, con i personaggi disposti su un unico piano, le forme talora approssimate. Non potendo raggiungere la perfezione descrittiva, quasi a dover sopperire alla scarsa flessibilità dei mezzi tecnici, gli artisti dell’incisione a bulino sfoggiano sempre maggior inventiva, ricercatezza nella scelta dei soggetti e fantasia nelle loro rappresentazioni. Rinunciano invece a riprodurre ciò che già esiste nell’arte figurativa perché il divario di qualità fra l’originale e la riproduzione sarebbe troppo elevato; l’incisione, tra l’altro, è priva di colore, e in mancanza di un grande virtuosismo è impensabile poter raffigurare un qualsiasi soggetto con rassomiglianza.
Per riassumere, si può dire che fino a quando non viene raggiunta una qualità tecnica elevata, gli incisori eseguono fondamentalmente opere di grande inventiva. Ma quando entra in scena un artista capace di risolvere molte delle difficoltà tecniche, la situazione si modifica: alcuni incisori continuano a eseguire soggetto di pura invenzione ma altri, più numerosi, si danno alla riproduzione della pittura e della scultura.
L’artista che dà origine alla svolta è Albrecht Dürer, nato a Norimberga e attivo dal 1496. Nelle sue stampe egli riesce a raffigurare gli elementi più difficili da rendere con l’incisione: l’epidermide, il pelo, i capelli e materiale come il legno, il vetro, le piume e il metallo. Chi invece intuisce una strategia imprenditoriale in base alle innovazioni di Dürer è Raffaello Sanzio. Questi, infatti, comprende le enormi potenzialità del mezzo grafico come mezzo di riproduzione e diffusione dell’arte figurativa proprio osservando la fortuna, nella nostra penisola, dell’arte di Dürer e successivamente di quella nordica in generale.
In realtà l’intuizione del Sanzio, che è databile intorno al 1508, non è altro che il perfezionare e condurre alle logiche conseguenze alcune esperienze preesistenti. Nel decennio precedente alla nascita di Raffaello, la situazione italiana dell’arte grafica è leggermente diversa rispetto a quella del Nord Europa. Già intorno al 1460 si delinea, principalmente nella figura di Andrea Mantegna, la tendenza a utilizzare la stampa come mezzo per avere più copie da un’opera unica; l’idea del Maestro è quella di imitare gli effetti del disegno a penna e a punta d’argento, tecniche da lui predilette: visti i risultati a dir poco eccellenti, gli altri incisori seguono la stessa strada.
In quanto a Raffaello, decisivo per la realizzazione del suo progetto è l’incontro con Marcantonio Raimondi; ma torniamo indietro giusto di pochissimi anni, e cioè a quando arrivano in Italia le celebri silografie di Dürer dedicate alla Vita della Vergine; nei primissimi anni del ‘500 un artista bolognese, appunto Marcantonio Raimondi, le copia e inizia a venderle. Il successo, anche nella versione riprodotta, è immediato.
Nel 1508 Marcantonio, preceduto dalla fama delle sue copie da Dürer, si reca a Roma dove Raffaello lavora dall’anno precedente con un allievo, Baviero da’ Carroccio detto il Baviera.
Questi metterà in contatto i due artisti e assumerà un ruolo determinante nella promozione delle riproduzioni da Raffaello di Marcantonio e di quel gruppo di discepoli che intorno a loro si riuniranno nei mesi a venire. A proposito del felice incontro tra Marcantonio e Raffaello lo studioso Elfried Bock, nel 1930, scrive “…..Il più grande discepolo del Francia e uno dei più illustri Maestri d’incisione è Marcantonio Raimondi. Egli era l’abile interprete di Raffaello, la cui arte armoniosa richiedeva, a causa della sua perfezione formale e della scarsa sensibilità coloristica, proprio questo stile plastico bianco e nero, in modo tale che se Marcantonio non fosse esistito si sarebbe dovuto inventarlo…..”.
Raffaello fornisce agli incisori addetti alla riproduzione i disegni preparatori delle proprie opere pittoriche, e non è raro che addirittura esegua disegni con il solo scopo di farli tradurre in incisione. E’, probabilmente, il caso della Vergine dalla coscia lunga il cui disegno venne fornito prima a Marco Dente e, da questi, successivamente, a Raimondi da Raffaello con apportate le modifiche, rispetto all’affresco, pensate proprio per la traduzione in incisione; stessa sorte per il disegno di Raffaello che raffigura la Fortitudo, tradotto in incisione dall’abile Marco Dente.
Questo modo di lavorare aiuta molto gli intagliatori, i quali nel disegno hanno un modello che è già in pratica un’opera grafica e non li obbliga al lavoro d’interpretazione del linguaggio pittorico.
La pratica della traduzione in incisione di opere figurative dilaga, e in breve anche altri celebri artisti come Michelangelo e Giulio Romano permettono o addirittura incentivano la versione a stampa dei loro disegni, dipinti e affreschi. Una delle più riuscite interpretazioni dell’opera di Michelangelo da parte di Marcantonio è Gli Arrampicatori, eseguita intorno al 1509. Non di meno è l’esecuzione dal disegno “I vizi tirano al bersaglio la virtù”.
L’attività incisoria intorno alla pittura è determinante per la diffusione dell’arte rinascimentale italiana in Europa e, viceversa, di quella fiamminga e tedesca nella nostra penisola. La stampa di riproduzione ha dato origine a un fervido e duraturo scambio culturale e a una reciproca influenza fra le varie parti d’Europa; inoltre ha costituito il fenomeno numericamente più vasto nel campo della grafica, spingendosi fino al secolo scorso. E’ interessante, ancora, osservare che fino ai primi anni dell’Ottocento la critica ha giudicato Marcantonio in modo estremamente positivo, mettendolo sullo stesso piano di Albrecht Dürer. Viceversa, nei primi due decenni del nostro secolo, c’è stato un cambiamento drastico: Jean Laran, ad esempio, cita il Maestro bolognese come un artista privo di ingegno e abilità tecnica. Solo da pochi anni a questa parte il lavoro di Marcantonio e dei suoi discepoli ha avuto una più equilibrata collocazione nella critica della storia dell’arte grafica, che media fra i radicali giudizi espressi in precedenza.
L.S.
CINQUE MINUTI DI CULTURA A CURA DI LORENZA SALAMON
Creatori e copiatori
L’arte grafica di riproduzione ai primordi
L’arte grafica ha origine nel XIV secolo con la silografia prevalentemente colorata, il cui ruolo principe è quello di illustrare libri dal testo anch’esso inciso a rilievo sui blocchi di legno. Dopo il primo quarto del XV secolo, all’incisione in legno si affianca quella calcografica, da subito più raffinata e ricca di dettagli tanto che presto viene a cadere l’uso di arricchirla con il colore. Tuttavia per lungo tempo, il linguaggio di cui entrambe le tecniche dispongono rimane limitato e poco flessibile, tanto da obbligare gli autori a immagini concepite espressamente per le specificità del mezzo grafico: povere o prive di sfondi, con i personaggi disposti su un unico piano, le forme talora approssimate. Non potendo raggiungere la perfezione descrittiva, quasi a dover sopperire alla scarsa flessibilità dei mezzi tecnici, gli artisti dell’incisione a bulino sfoggiano sempre maggior inventiva, ricercatezza nella scelta dei soggetti e fantasia nelle loro rappresentazioni. Rinunciano invece a riprodurre ciò che già esiste nell’arte figurativa perché il divario di qualità fra l’originale e la riproduzione sarebbe troppo elevato; l’incisione, tra l’altro, è priva di colore, e in mancanza di un grande virtuosismo è impensabile poter raffigurare un qualsiasi soggetto con rassomiglianza.
Per riassumere, si può dire che fino a quando non viene raggiunta una qualità tecnica elevata, gli incisori eseguono fondamentalmente opere di grande inventiva. Ma quando entra in scena un artista capace di risolvere molte delle difficoltà tecniche, la situazione si modifica: alcuni incisori continuano a eseguire soggetto di pura invenzione ma altri, più numerosi, si danno alla riproduzione della pittura e della scultura.
L’artista che dà origine alla svolta è Albrecht Dürer, nato a Norimberga e attivo dal 1496. Nelle sue stampe egli riesce a raffigurare gli elementi più difficili da rendere con l’incisione: l’epidermide, il pelo, i capelli e materiale come il legno, il vetro, le piume e il metallo. Chi invece intuisce una strategia imprenditoriale in base alle innovazioni di Dürer è Raffaello Sanzio. Questi, infatti, comprende le enormi potenzialità del mezzo grafico come mezzo di riproduzione e diffusione dell’arte figurativa proprio osservando la fortuna, nella nostra penisola, dell’arte di Dürer e successivamente di quella nordica in generale.
In realtà l’intuizione del Sanzio, che è databile intorno al 1508, non è altro che il perfezionare e condurre alle logiche conseguenze alcune esperienze preesistenti. Nel decennio precedente alla nascita di Raffaello, la situazione italiana dell’arte grafica è leggermente diversa rispetto a quella del Nord Europa. Già intorno al 1460 si delinea, principalmente nella figura di Andrea Mantegna, la tendenza a utilizzare la stampa come mezzo per avere più copie da un’opera unica; l’idea del Maestro è quella di imitare gli effetti del disegno a penna e a punta d’argento, tecniche da lui predilette: visti i risultati a dir poco eccellenti, gli altri incisori seguono la stessa strada.
In quanto a Raffaello, decisivo per la realizzazione del suo progetto è l’incontro con Marcantonio Raimondi; ma torniamo indietro giusto di pochissimi anni, e cioè a quando arrivano in Italia le celebri silografie di Dürer dedicate alla Vita della Vergine; nei primissimi anni del ‘500 un artista bolognese, appunto Marcantonio Raimondi, le copia e inizia a venderle. Il successo, anche nella versione riprodotta, è immediato.
Nel 1508 Marcantonio, preceduto dalla fama delle sue copie da Dürer, si reca a Roma dove Raffaello lavora dall’anno precedente con un allievo, Baviero da’ Carroccio detto il Baviera.
Questi metterà in contatto i due artisti e assumerà un ruolo determinante nella promozione delle riproduzioni da Raffaello di Marcantonio e di quel gruppo di discepoli che intorno a loro si riuniranno nei mesi a venire. A proposito del felice incontro tra Marcantonio e Raffaello lo studioso Elfried Bock, nel 1930, scrive “…..Il più grande discepolo del Francia e uno dei più illustri Maestri d’incisione è Marcantonio Raimondi. Egli era l’abile interprete di Raffaello, la cui arte armoniosa richiedeva, a causa della sua perfezione formale e della scarsa sensibilità coloristica, proprio questo stile plastico bianco e nero, in modo tale che se Marcantonio non fosse esistito si sarebbe dovuto inventarlo…..”.
Raffaello fornisce agli incisori addetti alla riproduzione i disegni preparatori delle proprie opere pittoriche, e non è raro che addirittura esegua disegni con il solo scopo di farli tradurre in incisione. E’, probabilmente, il caso della Vergine dalla coscia lunga il cui disegno venne fornito prima a Marco Dente e, da questi, successivamente, a Raimondi da Raffaello con apportate le modifiche, rispetto all’affresco, pensate proprio per la traduzione in incisione; stessa sorte per il disegno di Raffaello che raffigura la Fortitudo, tradotto in incisione dall’abile Marco Dente.
Questo modo di lavorare aiuta molto gli intagliatori, i quali nel disegno hanno un modello che è già in pratica un’opera grafica e non li obbliga al lavoro d’interpretazione del linguaggio pittorico.
La pratica della traduzione in incisione di opere figurative dilaga, e in breve anche altri celebri artisti come Michelangelo e Giulio Romano permettono o addirittura incentivano la versione a stampa dei loro disegni, dipinti e affreschi. Una delle più riuscite interpretazioni dell’opera di Michelangelo da parte di Marcantonio è Gli Arrampicatori, eseguita intorno al 1509. Non di meno è l’esecuzione dal disegno “I vizi tirano al bersaglio la virtù”.
L’attività incisoria intorno alla pittura è determinante per la diffusione dell’arte rinascimentale italiana in Europa e, viceversa, di quella fiamminga e tedesca nella nostra penisola. La stampa di riproduzione ha dato origine a un fervido e duraturo scambio culturale e a una reciproca influenza fra le varie parti d’Europa; inoltre ha costituito il fenomeno numericamente più vasto nel campo della grafica, spingendosi fino al secolo scorso. E’ interessante, ancora, osservare che fino ai primi anni dell’Ottocento la critica ha giudicato Marcantonio in modo estremamente positivo, mettendolo sullo stesso piano di Albrecht Dürer. Viceversa, nei primi due decenni del nostro secolo, c’è stato un cambiamento drastico: Jean Laran, ad esempio, cita il Maestro bolognese come un artista privo di ingegno e abilità tecnica. Solo da pochi anni a questa parte il lavoro di Marcantonio e dei suoi discepoli ha avuto una più equilibrata collocazione nella critica della storia dell’arte grafica, che media fra i radicali giudizi espressi in precedenza.
L.S.
ore 16,00: PREVISIONI CHIUSURA DI PIAZZA AFFARI
ore 15,30: APERTURA DI WALL STREET
ore 13,00: ANDAMENTO EUROPA
ore 12,00: PREVISIONI POMERIGGIO
12.01.05
ore 16,00 PREVISIONI CHIUSURA DI PIAZZA AFFARI:
Il “sentiment” sembra volgere in negativo e la chiusura domestica è attesa in ribasso.
ORE 15,30 APERURA DI WALL STREET:
apre positivamente la Borsa di New York con il Dow Jones che guadagna +0,11% lo Standard and Poor +0,125 ed il Nasdaq +0,03%
ORE 13,00 ANDAMENTO EUROPA:
Francoforte è ancora negativa a -0,22% mentre Parigi guadagna +0,11% Amsterdam +0,03% e Londra resta negativa a -0,16%.
ORE 12,00 PREVISIONI POMERIGGIO:
Per la seconda parte della giornata, il trend domestico è atteso in recupero dai minimi di inizio mattina per segnare nuovi massimi (di oggi).
CINQUE MINUTI DI CULTURA A CURA DI LORENZA SALAMON
Creatori e copiatori
L’arte grafica di riproduzione ai primordi
L’arte grafica ha origine nel XIV secolo con la silografia prevalentemente colorata, il cui ruolo principe è quello di illustrare libri dal testo anch’esso inciso a rilievo sui blocchi di legno. Dopo il primo quarto del XV secolo, all’incisione in legno si affianca quella calcografica, da subito più raffinata e ricca di dettagli tanto che presto viene a cadere l’uso di arricchirla con il colore. Tuttavia per lungo tempo, il linguaggio di cui entrambe le tecniche dispongono rimane limitato e poco flessibile, tanto da obbligare gli autori a immagini concepite espressamente per le specificità del mezzo grafico: povere o prive di sfondi, con i personaggi disposti su un unico piano, le forme talora approssimate. Non potendo raggiungere la perfezione descrittiva, quasi a dover sopperire alla scarsa flessibilità dei mezzi tecnici, gli artisti dell’incisione a bulino sfoggiano sempre maggior inventiva, ricercatezza nella scelta dei soggetti e fantasia nelle loro rappresentazioni. Rinunciano invece a riprodurre ciò che già esiste nell’arte figurativa perché il divario di qualità fra l’originale e la riproduzione sarebbe troppo elevato; l’incisione, tra l’altro, è priva di colore, e in mancanza di un grande virtuosismo è impensabile poter raffigurare un qualsiasi soggetto con rassomiglianza.
Per riassumere, si può dire che fino a quando non viene raggiunta una qualità tecnica elevata, gli incisori eseguono fondamentalmente opere di grande inventiva. Ma quando entra in scena un artista capace di risolvere molte delle difficoltà tecniche, la situazione si modifica: alcuni incisori continuano a eseguire soggetto di pura invenzione ma altri, più numerosi, si danno alla riproduzione della pittura e della scultura.
L’artista che dà origine alla svolta è Albrecht Dürer, nato a Norimberga e attivo dal 1496. Nelle sue stampe egli riesce a raffigurare gli elementi più difficili da rendere con l’incisione: l’epidermide, il pelo, i capelli e materiale come il legno, il vetro, le piume e il metallo. Chi invece intuisce una strategia imprenditoriale in base alle innovazioni di Dürer è Raffaello Sanzio. Questi, infatti, comprende le enormi potenzialità del mezzo grafico come mezzo di riproduzione e diffusione dell’arte figurativa proprio osservando la fortuna, nella nostra penisola, dell’arte di Dürer e successivamente di quella nordica in generale.
In realtà l’intuizione del Sanzio, che è databile intorno al 1508, non è altro che il perfezionare e condurre alle logiche conseguenze alcune esperienze preesistenti. Nel decennio precedente alla nascita di Raffaello, la situazione italiana dell’arte grafica è leggermente diversa rispetto a quella del Nord Europa. Già intorno al 1460 si delinea, principalmente nella figura di Andrea Mantegna, la tendenza a utilizzare la stampa come mezzo per avere più copie da un’opera unica; l’idea del Maestro è quella di imitare gli effetti del disegno a penna e a punta d’argento, tecniche da lui predilette: visti i risultati a dir poco eccellenti, gli altri incisori seguono la stessa strada.
In quanto a Raffaello, decisivo per la realizzazione del suo progetto è l’incontro con Marcantonio Raimondi; ma torniamo indietro giusto di pochissimi anni, e cioè a quando arrivano in Italia le celebri silografie di Dürer dedicate alla Vita della Vergine; nei primissimi anni del ‘500 un artista bolognese, appunto Marcantonio Raimondi, le copia e inizia a venderle. Il successo, anche nella versione riprodotta, è immediato.
Nel 1508 Marcantonio, preceduto dalla fama delle sue copie da Dürer, si reca a Roma dove Raffaello lavora dall’anno precedente con un allievo, Baviero da’ Carroccio detto il Baviera.
Questi metterà in contatto i due artisti e assumerà un ruolo determinante nella promozione delle riproduzioni da Raffaello di Marcantonio e di quel gruppo di discepoli che intorno a loro si riuniranno nei mesi a venire. A proposito del felice incontro tra Marcantonio e Raffaello lo studioso Elfried Bock, nel 1930, scrive “…..Il più grande discepolo del Francia e uno dei più illustri Maestri d’incisione è Marcantonio Raimondi. Egli era l’abile interprete di Raffaello, la cui arte armoniosa richiedeva, a causa della sua perfezione formale e della scarsa sensibilità coloristica, proprio questo stile plastico bianco e nero, in modo tale che se Marcantonio non fosse esistito si sarebbe dovuto inventarlo…..”.
Raffaello fornisce agli incisori addetti alla riproduzione i disegni preparatori delle proprie opere pittoriche, e non è raro che addirittura esegua disegni con il solo scopo di farli tradurre in incisione. E’, probabilmente, il caso della Vergine dalla coscia lunga il cui disegno venne fornito prima a Marco Dente e, da questi, successivamente, a Raimondi da Raffaello con apportate le modifiche, rispetto all’affresco, pensate proprio per la traduzione in incisione; stessa sorte per il disegno di Raffaello che raffigura la Fortitudo, tradotto in incisione dall’abile Marco Dente.
Questo modo di lavorare aiuta molto gli intagliatori, i quali nel disegno hanno un modello che è già in pratica un’opera grafica e non li obbliga al lavoro d’interpretazione del linguaggio pittorico.
La pratica della traduzione in incisione di opere figurative dilaga, e in breve anche altri celebri artisti come Michelangelo e Giulio Romano permettono o addirittura incentivano la versione a stampa dei loro disegni, dipinti e affreschi. Una delle più riuscite interpretazioni dell’opera di Michelangelo da parte di Marcantonio è Gli Arrampicatori, eseguita intorno al 1509. Non di meno è l’esecuzione dal disegno “I vizi tirano al bersaglio la virtù”.
L’attività incisoria intorno alla pittura è determinante per la diffusione dell’arte rinascimentale italiana in Europa e, viceversa, di quella fiamminga e tedesca nella nostra penisola. La stampa di riproduzione ha dato origine a un fervido e duraturo scambio culturale e a una reciproca influenza fra le varie parti d’Europa; inoltre ha costituito il fenomeno numericamente più vasto nel campo della grafica, spingendosi fino al secolo scorso. E’ interessante, ancora, osservare che fino ai primi anni dell’Ottocento la critica ha giudicato Marcantonio in modo estremamente positivo, mettendolo sullo stesso piano di Albrecht Dürer. Viceversa, nei primi due decenni del nostro secolo, c’è stato un cambiamento drastico: Jean Laran, ad esempio, cita il Maestro bolognese come un artista privo di ingegno e abilità tecnica. Solo da pochi anni a questa parte il lavoro di Marcantonio e dei suoi discepoli ha avuto una più equilibrata collocazione nella critica della storia dell’arte grafica, che media fra i radicali giudizi espressi in precedenza.
L.S.